50 anni di passione e creatività

1972-2022. Sono 50 gli anni che ci separano da quel 1972 quando Roberto Montauti, coadiuvato dal figlio Piero fondò MON ART INTERNAZIONALE. E chi più di Piero Montauti può ripercorrere questa storia di talento, creatività e imprenditorialità tutta italiana? Una storia che si svolge di pari passo con l’evoluzione del gusto, i grandi eventi economici e le tendenze di stile a livello mondiale. E allora, ripercorriamo questi anni direttamente con lui, Piero Montauti.

Torniamo indietro di 50 anni. Come nasce Mon Art Internazionale?

Il vero e proprio inizio dell’attività, le origini della nostra azienda si possono collocare a quando Roberto Montauti, mio padre, collaborava con i più illustri artisti e incisori di metà del ‘900 per la realizzazione di splendide medaglie e targhe commemorative per importanti eventi e personalità di spicco. In casa mia campeggiano ancora modelli di Greco, Messina, Minguzzi, fusi in bronzo che servivano per realizzare gli stampi in acciaio temperato (i conii).

Il nome ‘Mon Art Internazionale’ invece che origine ha?

Se vogliamo essere del tutto sinceri, Mon Art era il nome dell’azienda di mia madre che produceva articoli per la moda, accessori, borse. Non è un francesismo come può sembrare, (‘mon art’, la mia arte), ma è proprio la crasi di ‘Montauti Arte’. Questo doppio significato del nome, a cui fu aggiunto INTERNAZIONALE per sottolineare la decisa volontà di raggiungere anche i mercati esteri, ci ha però aiutato a approcciare il primo mercato straniero, che è stata proprio la Francia, dove abbiamo realizzato quelli che sono stati per anni i nostri prodotti di punta: spille, distintivi, portachiavi e tanti altri articoli promozionali. Grandissimi brand come Moet Chandon, Pommery, Mercedes Benz sono stati nostri clienti; Peugeot, per esempio, sponsor del Roland Garros del 1992, ci chiese di realizzare 1.200.000 distintivi smaltati (pins) riproducenti i prodotti e i modelli più significativi della prestigiosa casa automobilistica francese. Scoppiò in Francia la ‘folie des pins’ uno dei motori della nostra creatività: disegnammo 40 soggetti diversi di pins smaltati che riproducevano macina caffè, macchine da cucire, motociclette e naturalmente automobili.

Qualche altro progetto che ricorda in particolare di quel periodo?

Lavoravamo molto con le istituzioni, i Ministeri, l’esercito. Il Coni e le varie Federazioni Sportive ci ordinavano anche anche 1.000.000 di pezzi tra distintivi e medaglie per i loro iscritti, le navi della Marina Militare Italiana e Americana per gli spacci di bordo… anche la splendida Amerigo Vespucci, il veliero costruito come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali, era un nostro cliente!

E poi cosa è successo? Eventi economici, politici e sociali hanno influito sul percorso dell’azienda.

Dobbiamo ripensare ad alcuni eventi relativi all’Italia, ma anche al resto del mondo. Mani pulite nel 1992 creò una vera e propria cesura e gli enti pubblici bloccarono completamente tutte queste produzioni. In più, alla fine degli anni 90, l’incredibile crescita economica della Cina con le sue produzioni a basso costo, costrinse tutti i brand a ripensare alla propria strategia e offerta di prodotti.

Dall’altra parte del mondo invece, proprio in quel periodo, iniziò a New York il fenomeno degli Yuppies, giovani professionisti estremamente attenti al look che si vestivano magari con i jeans ma abbinati a giacca, cravatta e gemelli ai polsini della camicia.… Sicuramente sulla scia di questo trend, ci arrivò all’improvviso una richiesta molto alta di gemelli da polso  che non avevamo previsto (a quei tempi tempi ne producevamo pochissimi esemplari) Ed è proprio così che è nata la collezione ‘Dandy, una delle più vendute ancora oggi.

Credo veramente che come Mon Art Internazionale abbiamo contribuito in Italia e non solo a sconvolgere il concetto del gemello da polso come accessorio classico per vestirsi elegante, per arrivare ad essere considerato un accessorio di uso quotidiano. Così come i copri bottoni del resto.

I copri bottoni. Un accessorio forse oggi non così usuale.

Su questo vi racconto una storia. Il ‘la’ per questa produzione venne da Sergio Doni, il proprietario di Principe, uno storico negozio di alta moda di Firenze. Sergio, che era mio amico, mi disse: “Se riesci a inventare un accessorio che sia di qualità ma abbastanza economico da produrne grandi quantità e da realizzare in tante fantasie diverse, te ne ordino tante tante paia!” Fu così che inventai un sistema di funzionamento semplice ed assai funzionale di copri bottoni che possiamo decorare con più di 120 diversi disegni fantasia. Le nostre realizzazioni ebbero un grandissimo successo e ci portarono a collaborare con le più importanti griffe della moda internazionale, attraverso produzioni esclusive e completamente personalizzate. E noi brevettammo il sistema di chiusura che ancor oggi molti produttori ci copiano, (o almeno ci provano).

Da quel momento Mon Art si è legata a doppio filo al mondo della moda.

Sì, da lì inizia l’espansione nel mondo della moda che ci ha portato a diventare leader mondiali nel design e produzione di gemelli da polso e accessori di moda in tantissime fantasie e materiali diversi, con clienti a tutte le latitudini, Colombia, Messico, Canada, Stati Uniti, Germania, Grecia, Russia, Giappone, fino all’Australia e molti altri paesi.

gemelli da cerimonia

Parliamo di ispirazione. Da dove nascono i modelli dei gemelli e di tutti gli altri prodotti?

Di media produciamo 30/40 nuovi soggetti fantasia all’anno e per ognuno di questi l’ispirazione è il mondo che ci circonda, la natura, l’architettura, ma anche il contingente, il quotidiano. Per Pitti 2002 per esempio facemmo un modello di gemelli riproducenti il dritto della moneta dell’EURO appena adottata in tutta Europa…ecco, quella volta forse non fu un’idea proprio geniale, perché di lì a poco ricevemmo la  visita della guardia di finanza, pensando che fossimo dei falsari.

Dettaglio del Duomo di Firenze

Se dovesse descrivere oggi Mon Art usando solo qualche parola…

Fantasia, natura, colore e luminosità, quelle per esempio delle collezioni Fashion Garden e Lumière, artigianalità, qualità, attenzione ai dettagli, professionalità unica dei nostri collaboratori che sono davvero una parte fondamentale dell’azienda. E poi il rapporto speciale con i clienti…Possono bastare?

Oggi cos’è rimasto della Mon Art delle origini?

Quella tradizione e competenza nella lavorazione dei metalli comuni e preziosi con un occhio attento e consapevole che le mani artigiane sono indispensabili per rifinire un articolo di alta qualità. Naturalmente le tecniche di produzione sono evolute, così come i materiali, ma Mon Art Internazionale ha conservato la struttura dell’azienda classica: c’è un reparto prototipia, lo stampaggio e la meccanica, la galvanica, smaltatura, fino al confezionamento e packaging. Ancora oggi tantissimo del nostro lavoro si fa a mano, addirittura anche le patine, i chiaroscuri con spazzole e anneritori. Questo fa la differenza nel prodotto secondo me: un prodotto ben fatto, dal disegno, allo stampo, alla finitura, con radici nella tradizione artigiana fiorentina.

Chiudiamo con un occhio sul futuro.

Il futuro dell’azienda sono i miei figli, Filippo e Silvia, che si occupano oggi dell’azienda. Si devono a loro i nuovi prodotti, come i bellissimi bracciali, la creazione dell’e-commerce, l’apertura a nuove collaborazioni.

Il futuro dello stile invece.. chi lo può prevedere! L’importante secondo me è rimanere saldamente ancorati ai valori che ci hanno sempre contraddistinto, ma con occhi e orecchie sempre aperti per cogliere e, se possibile, prevedere quello che verrà!

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